New Critical Edition and Translation: Io parlo dai confini della notte

Published: November 2, 2023

Professor Domenico Ingenito has published a critical edition of the original Persian texts and Italian translation of the entire literary production of iconic Iranian poet, Forugh Farrokhzad (1934-1967), Io parlo dai confini della notte. Tutte le poesie, Bompiani, 2023, 800 pp.:

https://www.bompiani.it/catalogo/io-parlo-dai-confini-della-notte-9788830107779

In un brevissimo arco di vita Forugh Farrokhzad ha lasciato un segno profondo nella cultura non solo del suo paese ma di tutto il mondo: paragonata ad Anna Achmatova e Sylvia Plath, celebrata come una figura di rottura e ribellione, è stata traduttrice e cineasta, ma soprattutto una grandissima poetessa. Letta oggi, nel clima di persecuzione che circonda le donne iraniane impegnate a cambiare le regole del loro mondo, suona come una straordinaria anticipatrice, ma è stata ed è un’artista senza tempo e fuori dal tempo, che ha vivificato la nobilissima tradizione poetica del suo paese raccontando passione e dolore, tormenti intimi e sussulti dell’anima. I suoi versi sono stati a lungo banditi in Iran, pur circolando sempre sottobanco, e sono tuttora fortemente censurati. Questa edizione è la prima al mondo a raccogliere la sua intera opera poetica sia in persiano che in traduzione.

Il libro include sia un’edizione critica degli originali persiani (ovvero editio princeps delle primissime edizioni con annotazioni su tutte le varianti di rilievo) che la traduzione italiana di tutta l’opera poetica di Forugh Farrokhzad (1934-1967, Tehran). I testi tradotti sono introdotti da una biografia letteraria e seguiti da due appendici: uno studio critico delle cinque raccolte della Farrokhzad e la traduzione della postfazione che conclude la prima edizione di Asir (Prigioniera).

Forugh Farrokhzad

Forugh Farrokhzad nasce a Tehran nel 1934 e muore in un incidente d’auto, sempre in Iran, nel 1967. Si sposa giovanissima, poi lascia il marito per dedicarsi interamente alla scrittura e all’arte, sia in patria che in Europa. Nel 1963 scrive e dirige un corto di venti minuti, La casa è nera, ambientato in un lebbrosario, che accende un vivissimo interesse nel mondo cinematografico, mentre le sue raccolte poetiche suscitano scandali ed entusiasmi in un Iran ancora fortemente legato alla tradizione. L’ultimo libro pubblicato in vita, Una rinascita, è considerato un capolavoro del modernismo persiano.